COMICISSIMI FRATELLI

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 Domenica 6 Gennaio 18.30

 

Città Mediterranee presenta

 

 GIANFRANCO GALLO

MASSIMILIANO GALLO

 

COMICISSIMI FRATELLI

di Gianfranco Gallo

Regia Gianfranco Gallo

 

  COMICISSIMI FRATELLI

 Auditorium_Dioceano_Teano_Biagio_Izzo

Trama

Città Mediterranee è lieta di presentare lo spettacolo “Comicissimi Fratelli”, scritto e diretto da Gianfranco Gallo, con Gianfranco e Massimiliano Gallo e con la partecipazione di Yuljia Majarchuck e Gianluca Di Gennaro. I Fratelli Gallo, realtà del Teatro, del Cinema e della Tv nazionali , nell’ambito del palcoscenico napoletano sono i diretti discendenti di Petito, di Scarpetta, dei De Filippo, dei Giuffrè. Seri e forniti di grandissimo talento, riescono da sempre a rinverdire un mitico repertorio di quella tradizione che dalla Commedia dell’Arte in poi , ha identificato i nostri migliori interpreti come gli officianti di un rito antichissimo, tramandato di famiglia in famiglia, che ha come Totem la comicità e la Commedia in genere. Siamo certi che il lavoro di Gianfranco da autore e registasarà come sempre il collante di una messa in scena apparentemente leggera ma invece studiata nei minimi dettagli. Il nostro progetto è finalizzato ad intraprendere un viaggio bellissimo e duraturo.


“Comicissimi Fratelli… il pubblico ha sempre ragione” note dell’autore/regista
Il repertorio napoletano comico , la tradizione , le famiglie d’arte, il vasto bagaglio spesso ingombrante di un Teatro che parte dalle atellane e che prosegue per linea diretta fino ai Giuffrè, giungendo, perché no , a me e mio fratello, è il mondo che esploro da sempre e che rinnovo, fedele alla lezione dei grandi del passato nella mia totale infedeltà al testo che riscrivo completamente, usando trama e approccio come trampolino.

Il Teatro napoletano anni fa si divise in due, accanto a quello dirompente dei Petito, discendenti dei comici dell’Arte, attori “fisici”, inventori di battute sempre nuove, jazzisti del canovaccio, si sviluppò , grazie a Scarpetta ma soprattutto ai De Filippo, un Teatro borghese, dove il testo non fu più partenza ma partenza e arrivo, in cui la potente drammaturgia incanalava attori e regista fino ad un approdo certo e sicuro.

Roberto De Simone critica Eduardo proprio per questo, lo accusa di aver interrotto la linea principale del nostro vero Teatro, che egli evidentemente identifica in quello di cui i Petito furono espressione. Io credo che entrambi i modelli siano da rispettare e che oggi possano convivere nel panorama di un Teatro di produzione che valichi i limiti del Tempo in maniera diversa.

La differenza è che se metto in scena De Filippo sento di rappresentare un’Opera universale nella quale però è importante e necessario il riferimento storico, se invece metto in scena e riscrivo una farsa di Petito , mi sento al riparo da qualsiasi attacco portato dal naturale cambiamento della società.I testi di Antonio e dei suoi fratelli, non sono moderni né da modernizzare, sono , per un teatrante illuminato , tappeti volanti che non conoscono che uno spazio da esplorare.

Il mio progetto triennale è testimoniare tutto ciò attraverso la mia opera in Teatro. Partirò con lo spettacolo dal titolo: “Comicissimi Fratelli…il pubblico ha sempre ragione” che vuole essere il manifesto del mio pensiero e la Summa del repertorio da me riscritto e messo in scena in questi 37 anni di carriera.


La trama ruota intorno alle vicende di due fratelli attori in un piccolo teatro partenopeo degli inizi del ‘900, uno dei quali abbandona l’altro per “scritturarsi” nella compagnia di Eduardo Scarpetta, tradendo dunque , dal punto di vista dell’altro, il Teatro di Tradizione in un suo momento di calo.


Il primo tempo si basa sulla rappresentazione di “Ti ho sposato per ignoranza”, la mia versione originale di un’antica farsa di Pasquale Petito, il secondo nella recita di “Una comicissima Tragedia” testo che anni fa scrissi ispirandomi a Francesca da Rimini di Antonio Petito.


Le storie dei due fratelli che s’intrecciano con le due messe in scena, sono il divertente e significativo Trait d’Union di due ore esilaranti senza respiro.


Volutamente non esiste riferimento temporale se non quello molto indefinito del passaggio dal Teatro popolare a quello borghese. In più ho di proposito mischiato le carte, presentando come successiva la farsa del secondo tempo, che invece è precedente a quella del primo. Tutto deve essere solo al servizio del gioco, della trama, del divertimento.


In scena con me e mio fratello Massimiliano , per rinforzare, semmai ce ne fosse bisogno, il discorso del Teatro delle Famiglie d’Arte, anche nostro nipote Gianluca Di Gennaro e mia figlia Bianca. Completano il cast la bella e brava Yulija Mayarchuck e due altri attori di grande efficacia ed esperienza.

Gianfranco Gallo